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Articolo: Qualità della pelle: perché «vera pelle» non è un marchio di qualità

Lederhäute

Qualità della pelle: perché «vera pelle» non è un marchio di qualità

«Vera pelle» suona come una promessa di qualità. In realtà questa dicitura dice solo una cosa: il prodotto è fatto di pelle autentica. Nient'altro. Se si tratta dello strato migliore della pelle animale o di quello più semplice, la scritta non te lo rivela. Per giudicare la qualità della pelle devi sapere come nasce la pelle e quale strato è stato lavorato. È esattamente quello che vediamo qui, con le definizioni ufficiali di norme e leggi al posto del vocabolario del marketing.

In sintesi

·       «Vera pelle» conferma solo che è stata lavorata pelle autentica. Sulla qualità non dice nulla.

·       Le pelli bovine sono spesse da 5 a 10 mm e in conceria vengono spaccate orizzontalmente. Lo strato superiore (lato fiore) è denso e resistente, quello inferiore (crosta) è lasso e meno stabile.

·       La pelle pieno fiore è il livello di qualità più alto: la grana naturale resta completamente intatta, nulla viene smerigliato.

·       In Italia il D.Lgs. 68/2020 («decreto pelle») stabilisce che solo materiali di origine animale con struttura fibrosa intatta possono chiamarsi «pelle».

·       Più la superficie della pelle è naturale, più idratazione e cura richiede.

 

Cosa significa davvero «vera pelle»

Negli USA le FTC Leather Guides (16 CFR Part 24) vietano di etichettare come pelle un prodotto che non lo è. Un livello di qualità chiamato «genuine leather» in queste regole non esiste. Il termine dice solo: il materiale è pelle autentica, non plastica.

In Italia vale lo stesso principio: il D.Lgs. 68/2020 riserva i termini «pelle» e «cuoio» ai materiali di origine animale con struttura fibrosa intatta. E c'è un dettaglio che pochi conoscono: il celebre marchio «VERA PELLE» dei cartellini è un marchio registrato di UNIC, l'Unione Nazionale Industria Conciaria. Certifica l'autenticità del materiale, non il livello di qualità.

In pratica, dietro un cartellino «vera pelle» può nascondersi di tutto: dal pieno fiore alla crosta rivestita. La logica è semplice: chi lavora pelle pieno fiore lo scrive. Chi stampa solo «vera pelle» di solito non ha un termine migliore da usare.

La pelle viene spaccata: qui si decide la qualità

Una pelle bovina è spessa da 5 a 10 mm, troppo per una borsa. In conceria viene quindi tagliata orizzontalmente in strati. Questo processo si chiama spaccatura.

Sopra c'è il lato fiore, con la superficie naturale della pelle e i suoi pori sottili. Qui le fibre sono intrecciate in modo molto denso: questo strato è resistente, morbido e duraturo. Sotto c'è la crosta, lo strato verso il lato carne. Le sue fibre sono lasse, il materiale è ruvido su entrambi i lati e molto meno stabile.

In parole semplici: più in alto nella pelle, migliore è il materiale. Per questo la famosa piramide della qualità mette il pieno fiore in cima e la pelle rigenerata in fondo.

Lederqualitäten Pyramide

I livelli di qualità in sintesi

Livello di qualità

Strato della pelle

Come riconoscerlo

Pelle pieno fiore

Strato superiore, grana completamente intatta

Pori irregolari, sviluppa una patina

Pelle fiore corretto leggero (top grain)

Strato superiore, leggermente smerigliato

Superficie uniforme, grana fine

Pelle corretta / pigmentata

Fiore smerigliato, strato di colore coprente

Aspetto molto uniforme, grana spesso stampata

Crosta di pelle

Strato inferiore (lato carne)

Ruvida su entrambi i lati, spesso rivestita o scamosciata

Pelle rigenerata (bonded)

Ritagli di pelle triturati con leganti

In Italia non può essere venduta come «pelle»

 

Pelle pieno fiore

Lo strato superiore con la grana completamente conservata. Nulla viene smerigliato, ogni poro resta visibile. Il pieno fiore invecchia magnificamente e sviluppa una patina negli anni. L'esempio più noto sulle borse firmate è la pelle Vachetta non trattata di Louis Vuitton.

Fiore corretto leggero (top grain)

Anche qui si lavora lo strato superiore, ma la superficie viene leggermente smerigliata. Piccole cicatrici e punture di insetti scompaiono, l'aspetto diventa più regolare. Il termine non è normato, ogni produttore lo interpreta un po' a modo suo. È una bella qualità, solo non più del tutto naturale.

Pelle corretta e pigmentata

Quando il fiore viene smerigliato più a fondo e coperto con uno strato di colore coprente, si parla di pelle corretta o pigmentata. La superficie diventa più robusta e meno sensibile alle macchie. Molte borse per tutti i giorni puntano proprio su questo, ed è del tutto legittimo. Il prezzo da pagare: la grana naturale scompare sotto il rivestimento. Al suo posto viene spesso stampata una grana artificiale.

Crosta di pelle

La crosta è lo strato inferiore della pelle, il lato carne. Entrambe le facce sono ruvide, le fibre lasse. Spesso diventa pelle scamosciata. Ma la crosta viene anche frequentemente rivestita e stampata con una grana per sembrare pelle liscia. La resistenza di una pelle di fiore non la raggiunge mai.

Per questo la norma europea EN 15987 impone di dichiararla come crosta. Nella pratica, la crosta rivestita viene però spesso venduta con la semplice dicitura «vera pelle», ed è proprio questa zona grigia che molti venditori sfruttano.

Pelle rigenerata (bonded leather)

Ritagli di pelle triturati e pressati in fogli con dei leganti. In Italia questo materiale non può essere venduto come «pelle»: il decreto pelle lo esclude espressamente. Negli USA la FTC impone di dichiarare la percentuale di fibre di pelle contenuta. Per una borsa che deve durare, la pelle rigenerata non è una buona scelta.

Lederquerschnitt

Come riconoscere una pelle di qualità su una borsa

Guarda prima i pori. Una grana naturale è leggermente irregolare, come la pelle vera. Una struttura perfettamente uniforme e ripetitiva tradisce una stampa o un rivestimento.

Poi i bordi tagliati: una pelle di fiore mostra in sezione fibre sottili e dense. Strati visibili o un bordo spugnoso e lasso indicano crosta rivestita.

E leggi bene il cartellino. Indicazioni precise come «pelle pieno fiore» o «vitello a concia vegetale» sono un buon segno. Se c'è scritto solo «vera pelle», sai soltanto che è pelle. Quale strato sia stato lavorato resta una domanda aperta. I produttori seri rispondono volentieri.

Cosa significa questo per la tua borsa firmata

Le maison del lusso stampano raramente «vera pelle» sulle loro borse. Danno alle loro pelli nomi precisi: Louis Vuitton la sua Vachetta, Chanel l'agnello e la pelle caviar, Hermès il Togo o il Clémence [link interni: articolo Vachetta, articolo Chanel]. Il nome ti rivela l'animale, la grana e spesso la finitura, ed è da questo che dipende la cura giusta.

Hermès mostra quanto seriamente il lusso prenda la qualità della pelle: la maison lavora esclusivamente pieno fiore selezionato con criteri severissimi e possiede persino concerie proprie. Vengono accettate solo pelli con struttura fibrosa densa e grana uniforme. Quali nove tipi di pelle ne nascono, e come curare una Birkin o una Kelly, lo trovi nella nostra guida alle pelli Hermès.

Perché per noi di GLOWBAG è importante

GLOWBAG è nato esattamente da questa passione per la pelle. Quando capisci che la pelle è cute conciata, pensi automaticamente alla cura come skincare: il GLOW CLEANER pulisce con delicatezza senza chiudere i pori. Il GLOW CONDITIONER dona poi idratazione alla pelle, come una crema dopo il siero.

Per questo la formula è a base d'acqua, senza cere e senza alcol. La cera sigilla i pori e si deposita nelle cuciture, l'alcol secca la pelle. Entrambi vanno d'accordo male con ciò che rende preziosa una bella pelle: una struttura fibrosa viva, che respira. Vale per il pieno fiore naturale come per la pelle pigmentata.

E se non sai che tipo di pelle ha la tua borsa: mandaci una foto. Le diamo un'occhiata e ti diciamo quale cura le serve.

Domande frequenti sulla qualità della pelle

«Vera pelle» è pelle autentica?

Sì. «Vera pelle» significa che il prodotto è fatto di pelle autentica. Ma non è un marchio di qualità: la dicitura non dice quale strato della pelle è stato lavorato. In pratica nasconde spesso pelle corretta o crosta rivestita.

Meglio pieno fiore o fiore corretto?

Il pieno fiore è considerato il livello più alto, perché la grana naturale resta completamente intatta. Il fiore corretto è leggermente smerigliato, quindi più uniforme, ma meno naturale. Entrambi provengono dallo strato superiore e più denso della pelle.

La crosta è pelle di scarsa qualità?

La crosta è pelle autentica, ma dello strato inferiore e più lasso. È meno resistente della pelle di fiore e viene spesso rivestita per sembrare pelle liscia. Secondo la norma EN 15987 deve essere dichiarata come crosta.

Chi può usare il marchio «VERA PELLE»?

Il marchio «VERA PELLE / VERO CUOIO» è registrato da UNIC, l'Unione Nazionale Industria Conciaria, e certifica l'origine animale del materiale. Non classifica il livello di qualità: anche una crosta rivestita può essere pelle autentica.

Quale pelle è la più facile da curare?

La pelle pigmentata con strato di colore coprente è la meno sensibile a macchie e umidità. Le pelli naturali come l'anilina o la Vachetta sono più delicate e richiedono una cura regolare e delicata. Tutte le pelli possono seccarsi: l'idratazione fa parte di ogni routine.

Fonti

·       D.Lgs. 9 giugno 2020, n. 68 («decreto pelle»): uso dei termini cuoio, pelle e pelliccia – miolegale.it/norme/dlgs-68-2020-cuoio-pelle-pelliccia/
·       UNIC – Unione Nazionale Industria Conciaria: terminologia e marchi VERA PELLE / VERO CUOIO – sustainability.unic.it/service/terminologia-e-marchi/
·       EN 15987 Cuoio – Terminologia – Definizioni chiave per il commercio della pelle (norma europea)
·       Federal Trade Commission (USA): Guides for Select Leather and Imitation Leather Products, 16 CFR Part 24 – ecfr.gov/current/title-16/chapter-I/subchapter-B/part-24

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